Firmato e datato in basso a sinistra
Con cornice: cm 89,5 x 70,5 x 7
Provenienza: Parigi, collezione privata
Nel 1943 frequenta l’Ecole des Beaux-Arts di Oran, per poi trascorrere un anno a Parigi dove in seguito si trasferisce. Malgrado il difficile carattere riesce comunque ad integrarsi nell’ambiente artistico d’avanguardia della sua generazione, e in modo particolare con gli artisti della corrente Espressionista internazionale, fra i quali Alechinsky, Appel, Lindstrom, Maryan.
Dal 1947 partecipa a diverse collettive, al Salon des Independents, Salon d’Automne, Salon de Mai, des Réalité Nouvelles. Dal 1949 espone in gruppo e individualmente alle gallerie: Denise Breteau, Arnaud, Art Vivant, Claude Bernard, Ariel, L’Oeil-de-Boeuf che nel 1984 gli organizza una retrospettiva dei suoi trentacinque anni di pittura. Il suo primo “vero” dipinto, Le bateau ivre viene eseguito nel 1946, durante il soggiorno parigino. Dal 1947 le sue opere sono già perfettamente meditate e costruite. A partire dagli anni ’50, sebbene i suoi lavori sembrino tendere a un’astrazione fondata sul rigore, mostrano, nei contenuti e nei colori, delle valenze Espressioniste. Malgrado le tendenze verso l’astrazione fossero dominanti in quegli anni, Pouget contribuisce al mantenimento in vita dell’arte figurativa. In questi intenti la sua arte nel dopoguerra si colloca molto vicino a quella del gruppo Cobra e a quell’arte che verrà in seguito chiamata la “Nuova figurazione”. Infine Pouget sboccia in un Espressionismo pienamente cosciente, padroneggiando la propria tecnica nel grande formato e alternando strisce di pittura nera a vaste campiture di colori violenti in voluto disaccordo cromatico, passando instancabilmente tutte le tappe della sofferenza umana. Si è potuto inoltre riconoscere, soprattutto negli ultimi anni, una volontà di simbologia nelle sue opere, una rivendicazione di paternità della “psico-pittura” che lui chiama “pittura iniziatica”. Alcuni critici preferiscono identificare queste opere come “visioni allucinate”, rifacendosi al titolo “rimbaudiano” della sua prima pittura e non è nemmeno difficile vedere il lui l’artista “veggente”.
Musei: Belgio (Fondation Veranner); Israele (Museo di Tel Aviv), Algeri, Museo Nazionale; Parigi (Musée National d’Art Moderne, Musée d’Art Moderne de la Ville, Fonds National d’art Contemporain FNAC).
Il dipinto è in buone condizioni
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