La ceramica bianca in esame appartiene a quella produzione realizzata nella seconda metà dell’Ottocento, sull’eredità di quella della Real Fabbrica Ferdinandea.
Nel 1771 Ferdinando IV, figlio di Carlo III, fece erigere una manifattura di porcellane presso la Villa di Portici a Napoli, successivamente trasferita a Palazzo Reale, la nota Real Fabbrica Ferdinandea. La N coronata (in riferimento alla città partenopea) fu inizialmente usata a partire dal 1788 ca. fino al 1806, quando la manifattura subì un arresto a causa dell’occupazione francese. Nel 1811 il marchio venne acquisito dalla celebre Ginori, ma già dalla prima metà del secolo la N coronata (stampata o incussa) fu impiegata dalle numerose officine napoletane specializzate nella produzione di porcellane, che andavano diffondendosi sempre più.
Non conosciamo composizioni identiche per soggetto alla nostra, tuttavia è conservata al museo di Cleveland una ceramica bianca invetriata della stessa produzione, raffigurante il mito di Ercole, Deianira e il centauro Nesso. La mano scultorea è la stessa, sia a livello compositivo, nella distribuzione dei personaggi, nel movimento della veste e delle dita delle mani, ma anche nei particolari, si confrontino Erminia con Deianira o il volto del pastore con quelli di Ercole o Nesso; addirittura le foglie di canna lacustre poste alle spalle di Nettuno hanno il carattere di quelle che ritroviamo tra la capra e la staccionata. Anche la ceramica di Cleveland riporta una N coronata incussa sul fondo.