Nell’icona è raffigurato il Santo guerriero Demetrio di Tessalonica mentre, con una lunga lancia, trafigge e uccide un moro (soldato arabo), per antonomasia il “nemico”, qui metafora del “maligno”.
In realtà la leggenda narra che San Demetrio apparve miracolosamente durante l’assedio della sua città, Tessalonica, da parte dell’esercito bulgaro, ed uccise con la sua lunga lancia il Re Kalojan. Questa nozione è sfuggita nel tempo, per essere sostituita dalla più generica uccisione di “un moro”, soldato simbolo del “nemico” del tempo ma anche e soprattutto in virtù di ciò, figura usata come metafora del “maligno”.
XVIII secolo
cm 13,8 x 8,6